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Uno spazio per dar vita alla parola scritta, per dar voce alla comunità che nasce e cresce attorno alla biblioteca, per informare ed aggiornare sulle attività che presso la biblioteca si svolgono, per raccogliere idee, suggerimenti .... pensieri e parole!

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AMERICA 500 - Eppure lo sapevamo anche noi ...

Domenica 22 aprile

si è tenuta sotto la Torre di Camerana

la cerimonia America500:

 

Ecco qualche scatto ricordo:

 

 

Best-Exchange-Key-4-Flag.jpg

 

Flag-Raising-Camerana.JPG

 

IMG_1129.JPG

Ricordiamo per capire

 

 

"...

l'odore delle stive 
l'amaro del partire 
Lo sapevamo anche noi 
e una lingua da disimparare 
e un'altra da imparare in fretta 
prima della bicicletta ..."

 



 

 

 

In tanti, anche da Camerana, son partiti per andare all'America!

 

La terra dei sogni, delle speranze, della vita nuova.

 

 

 

Quell'America a cui un italiano, un fiorentino per la precisione, approdò nel giugno del 1497: Amerigo Vespucci.

 

A 500 anni dalla sua morte una serie di eventi per immergersi nella storia, scoprire e ricordare.

 

A  Saliceto (Cn) la cerimonia d'avvio lo scorso 23 marzo:

 

IMG_9625.JPG 

 

IMG_9666.JPG

 

IMG_9680.JPG

 

 

 

Il Comune con la biblioteca, gli alunni e le insegnanti, sta organizzando il passaggio della Bandiera "America 500" a Camerana.

 

 

Domenica 22 aprile nel pomeriggio a Villa.

 


DSC03541

 

Appuntamento sotto la Torre per:

 

una passeggiata nella storia del tricolore,

la scoperta e le scoperte di Amerigo Vespucci,

il ricordo dei tanti cameranesi che, con il tricolore nel cuore, sono partiti per andare all'America!

 

Aggiornamenti e dettagli presto su questo sito!

Intanto segnatevi la data!

 

 

 

 

La biblioteca, anche in quest'occasione, non può dimenticare di consigliare un libro:

 

 

e80d8x.jpg 

 

 

"Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa ... e la vedeva. E' una cosa difficile da capire. Voglio dire ... Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi ... Eppure c'era sempre uno, uno solo, uno che per primo ... la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte ... magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni ... alzava la testa per un attimo, buttava un occhio verso il mare .... e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov'era, gli partiva il cuore a mille, e sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava: l'America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l'aveva fatta lui, l'America."

 

 

                          ________________________________________________________________

 

 

Andare all'America, inseguire un sogno nella terra delle opportunità!

Per  molti però ...

 

Miniera

 

Un classico degli anni '30, scritta da Bixio e Cherubini, interpretato da Luciano Tajoli, Claudio Villa e molti altri, e ripreso recentemente anche da Gianmaria Testa nel suo album Da questa parte del mare.

 

Il brano (degli anni '30) è probabilmente ispirato alla grave tragedia nella miniera di carbone della Fairmont CV Company di Monongah in West Virgina (USA).

In questa città mineraria, nel 1907, una esplosione innescò una reazione a catena agevolata anche dai vapori di carbone, che si risolse in uno dei più gravi incidenti minerari di tutti i tempi. Ufficialmente le vittime accertate furono 362, ma secondo successive ricerche storiche dovrebbero essere rimasti uccisi nelle gallerie quasi 1000 minatori (956, secondo questi studi).

Come in molti altri luoghi di fatica degli Stati Uniti, in vorticosa espansione economica ad inizio del secolo XX, buona parte dei lavoratori erano italiani (nella foto, alcuni di essi).

 

 

monongahchildren.jpg

I morti italiani accertati sono stati almeno 171, dei quali uno, di nome Giovanni Colarusso, aveva solo 10 anni, e non era presente per qualche casualità o errore, ma perché all'epoca in miniera e in altri lavori gravosi erano impiegati anche i bambini.

Praticamente tutti i minatori italiani venivano da regioni del Sud, in maggior parte dalla Calabria, ma anche dagli Abruzzi e dal Molise. Per questo probabilmente la canzone parla di un "minatore bruno", emigrato o esiliato. Riguardo a quest'ultimo termine non è chiara la ispirazione, teoricamente nessun italiano era costretto all'esilio all'epoca per motivi politici, ma casomai all'emigrazione, per sfuggire alle ristrettezze economiche dell'arretrata economia italiana.


 


 

 

Allor che in ogni bettola messicana 
ballano tutti al suono dell'avaiana 
vien di lontano un canto così accorato 
è il minatore bruno laggiù emigrato 
la sua canzone è il canto di un esiliato 

cielo di stelle cielo color del mare 
tu sei lo stesso cielo del mio casolare 
portami in sogno verso la patria mia 
portale un cuor che muore di nostalgia 

nella miniera è tutto un baglior di fiamme 
piangono bimbi spose sorelle e mamme 
ma a un tratto il minatore dal volto bruno 
dice agli accorsi se titubante è ognuno 
io solo andrò laggiù che non ho nessuno 

e nella notte un grido solleva i cuori 
mamme son salvi tornano i minatori 
manca soltanto quello dal volto bruno 
ma per salvare lui non c'è nessuno 
cielo di stelle cielo color del mare 
tu sei lo stesso cielo del mio casolare. 
portami in sogno verso la patria mia 
portale un cuor che muore di nostalgia 


            _________________________________________________________

 

 

Oggi  l'America è, anche, qui!

 

I viaggi della speranza fanno rotta verso le nostre coste.


 

Da Repubblica di oggi, 3 aprile 2012:

 

"Ancora una tragedia della disperazione nelle acque del Canale di Sicilia. Dieci migranti, sei somali e quattro eritrei, sarebbero morti in mare durante la traversata tra la Libia e le coste italiane. Lo hanno riferito i 48 profughi soccorsi ieri a bordo di un gommone, che navigava a circa 60 miglia a Sud di Lampedusa, dalla nave Orione della Marina Militare e da una motovedetta della Guardia costiera.

Ieri, nel primo pomeriggio, la Nave Orione della Marina aveva soccorso un barcone in difficoltà con a bordo 48 migranti, di cui 12 donne (tre delle quali incinte), a circa 60 miglia a Sud di Lampedusa. "Il soccorso ed il salvataggio dei 48 migranti non è stato semplice, il mare era forza quattro ed il gommone ballava molto. Li abbiamo intercettati ieri poco prima che facesse buio e tutti quelli che erano a bordo li abbiamo salvati. Soltanto quando sono giunti in porto, a Lampedusa, alcuni dei migranti hanno raccontato che durante la traversata dieci loro compagni di viaggio erano morti". Il comandante della Capitaneria di porto di Lampedusa, il tenente di Vascello Giuseppe Cannarile, racconta che i migranti soccorsi non hanno saputo specificare "come e quando i loro dieci compagni di viaggio sarebbero finiti in mare". 

Il centro di accoglienza di Lampedusa dallo scorso  anno è inagibile in seguito ad un incendio doloso appiccato durante una protesta dalle migliaia di tunisini che erano ospitati li da molte settimane. Intanto "radio migranti" e anche note riservate dei servizi segreti italiani prevedono che con l'arrivo del bel tempo possano riprendere in grande stile i viaggi della speranza dalle coste libiche e tunisine verso l'isola di Lampedusa."

 

 

Ricordiamo

l'odore delle stive

l'amaro del partire

per capire.


 

barcone.jpg

 

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